La prevalenza del cretino

cretino

– Buongiorno, devo notificarle un avviso.
– Che palle. La solita multa?
– No, si tratta di una notifica di connotazione personale.
– Non la seguo.
– Un decreto ha stabilito che vengano notificati alcuni avvisi di cretinaggine a cittadini particolarmente meritevoli dell’epiteto in questione.
– Non so perché, ma ho la sensazione che mi abbia appena dato del cretino.
– Complimenti. Quasi quasi non lo meriterebbe. Ma non sta a me. Io devo solo notificarle l’avviso che lei è un cretino. È contento?
– Ma scusi, perché proprio io? Ha conosciuto il ragioniere Mazzapelle, del primo piano? Se non notificate prima a lui, mi rifiuto di firmare!
– Guardi che non è una gara, egregio amico. Da qualche parte si doveva cominciare, e lei è uno dei primi. Io sarei contento, al suo posto.
– Allora se lo notifichi da solo, scusi.
– Non posso. Il decreto porta il suo nome, lei da oggi è cretino per decreto. Anzi, per decretino, direi.
– Abbiamo pure il messo spiritoso.
– Guardi che io il mio posto l’ho vinto per concorso.
– E che c’entra, scusi?
– Lei dice che io ci sono stato messo. E si sbaglia.
– Lei non è stato messo. Lei è messo!
– E lei è cretino. Adesso posso dirglielo.
– Come si permette?
– È scritto qui.
– Ma se io mi rifiutassi di firmare? Perché dovrei, sarei un cretino a firmarlo.
– Appunto.
– Appunto cosa, scusi?
– Mi ascolti. Lei è un cretino, da oggi, con tanto di patente. Se non dovesse firmare, metterebbe in discussione l’essenza stessa della sua cretinaggine, mi segue?
– No.
– È normale, perché lei è cretino.
– Ma così non ne usciamo, signor messo.
– Io non mi lamenterei, fossi in lei. Di fronte a tanti cretini de facto e non de iure, lei almeno è schedato. È, come dire, un cretino DOC, a denominazione di origine cretina.
– Senta, ma io che ho fatto di così importante per essere un cretino? Io non do’ fastidio a nessuno, mi faccio il mio, pago le tasse…
– …ecco, forse si sta rispondendo da solo.
– Ah, perché chi rispetta le leggi è un cretino, secondo lei, razza di messo raccomandato?
– Lo sta dicendo lei.
– Si, ma lei mi sta bollando come cretino ufficiale. Da oggi non potrò più andare dal salumiere, dal giornalaio, dal fruttivendolo. Chi lo sente quello?
– Stia tranquillo, a breve la notifica arriverà a molti. Non la prenderei in giro, se fossi in loro. Magari un giorno mi toccherà portare una notifica uguale anche a loro, chi lo sa?
– E nel frattempo io che faccio, lo scemo del paese?
– No, casomai il cretino.
– Ascolti, faccia finta che non mi ha trovato, sia un messo buono, se ne vada a messa, si confessi, vedrà che nessuno le dirà niente.
– Ma come faccio? E poi perché? In una società in crisi di identità e valori, lei almeno ha una certezza: è un cretino. Le pare poco?
– Mi pare troppo. Lei è un messo, ma tra i due io sono messo peggio.
– Sia gentile, signor cretino, vedrà che fino a quando non si diffonderanno i decreti, lei acquisterà popolarità, la cercheranno tv, giornali, internet, donne…
– Donne cretine, però.
– Anche. Dia retta a me, accetti la notifica. Ascolti un cretino…
– Anche lei? Collega?
– Ma no, si fa per dire.
– Va bè, dove devo firmare?
– Qui. Ecco… no, ma dove ha firmato?? Non vede che c’è lo spazio per la firma? Ma lei è un cretino!
– Si. E da oggi esercito, anche. Grazie messo. Futuro collega.
– Ma vedi che razza di gente. Cretino preciso!

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